Introduzione
Dal 1 gennaio 2025 é obbligatoria l’adozione del Building information Modeling per le stazioni appaltanti del settore edile, per un valore non inferiore a 2 milioni di euro.
Cos’è?
È un modello di gestione digitale delle informazioni relative al settore edile, introdotto nel 2017 e la cui adozione è divenuta obbligatoria negli appalti pubblici, in seguito all’adozione del D.lgs. 36/2023, codice degli appalti, prima e con il decreto correttivo degli appalti n. 209/2024, dopo.
Perché nasce?
Nasce per facilitare la coesione tra professionisti coinvolti nei lavori, riduce i tempi di progettazione e realizzazione e tutte le fasi del progetto sono tracciabili. Inoltre, l’utilizzo delle risorse, permette una riduzione degli scarti e dei consumi e migliora, quindi, la sostenibilità ambientale
La sua adozione è obbligatoria?
É obbligatorio l’utilizzo del modello da parte delle stazioni appaltanti, ma gli operatori economici beneficiano dell’adozione del BIM, migliorando la competitività nelle gare e ottimizzando i processi interni, sebbene è necessaria un’adeguata formazione del personale all’utilizzo del BIM, oppure avvalersi di un BMI manager.
Chi è il BIM manager?
È una figura professionale che si occupa di vari aspetti fondamentali nella realizzazione dell’opera:
- coordina il team di professionisti coinvolti in tutto il processo;
- redige il piano di esecuzione BIM, definendo ruoli, responsabilità e modalità di gestione delle informazioni;
- coordina la condivisione dei File. BIM nell’ambiente di condivisione dati;
- verifica la coerenza e accuratezza dell’opera con il BIM.
Conclusione
Il BIM rappresenta una rivoluzione per il settore edile: richiede impegno e collaborazione da parte di tutti gli attori coinvolti.





